Il futuro è di legno!

Il tema della salvaguardia dell’ambiente è attualmente, in maniera piuttosto forte, motivo di dibattito e di prese di posizione a livello mondiale. Il problema dell’inquinamento, esistente da decenni ma sempre sottovalutato, forse oggi è riuscito davvero a svegliare le coscienze e a far sì che si cerchi di correre ai ripari.

Per noi architetti fare un’architettura rispettosa dell’ambiente, diventa il modo più corretto di svolgere il nostro lavoro, attraverso il quale possiamo e dobbiamo rendere più bello e sano il mondo in cui viviamo. La bellezza non è un semplice fattore estetico a sé stante, ma la somma imprescindibile di elementi che si uniscono tra loro in un crescendo di armonie, tra cui ritroviamo la salubrità e la vivibilità degli spazi aperti o chiusi, nei quali le nostre vite si svolgono.

È l’armonia tra le parti la regola di ogni cosa e la natura ci insegna proprio questo! 

Sostenibilità, è oggi la parola d’ordine su cui si fonda il lavoro di molti architetti e designer. Ed è un tema talmente vasto e con tante sfaccettature, del quale si potrebbe discutere e scrivere per ore, elencandone tutti gli aspetti. Nei nostri articoli, vi abbiamo spesso parlato di modi di fare architettura diversi, attraverso la riproposizione dell’uso, dei cosiddetti materiali antichi. Materiali naturali e riciclabili che attraverso nuove metodologie, diventano attuali e soprattutto sostenibili. Questo è l’input che ha permesso di progettare e realizzare sempre più edifici in legno. Le nuove tecnologie, permettono di produrre pannelli di legno pressato e incollato con una resistenza elevata, quanto il calcestruzzo e l’acciaio.

L’aspetto forse più sorprendente, riguarda oggi, la possibilità di costruire strutture in legno che raggiungono anche altezze notevoli e addirittura grattacieli!

Numerosi gli architetti che, in diverse parti del mondo, hanno progettato anche intere porzioni di città in legno, misto a strutture in acciaio o calcestruzzo:

Bosco Verticale

Qui in Italia, a Milano, è il Bosco Verticale, dello studio Stefano Boeri Architetti, il primo grattacielo ad esser stato premiato, per aver inserito legno, alberi e piante nella struttura. Due torri alte 80 e 112 metri che ospitano nel complesso 800 alberi, dalle dimensioni più grandi a quelle più piccole, piante perenni, tappezzanti e arbusti. Una vegetazione equivalente a quella di 30.000 metri quadrati di bosco e sottobosco, concentrata su 3.000 mq di superficie urbana.

il bosco verticale - stefano boeri - schema
準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia | 義大利建築師 Stefano Boeri – 米蘭 Vertical Forest 垂直森林 Bosco Verticale 上萬植物都市造林

Concepito per essere:

una casa per alberi che ospita anche umani e volatili

A pochi anni dalla sua costruzione, il Bosco Verticale ha così dato vita a un habitat colonizzato da numerose specie di animali. tra cui circa 1.600 esemplari di uccelli e farfalle, stabilendo un avamposto di spontanea ricolonizzazione vegetale e faunistica della città.

https://www.stefanoboeriarchitetti.net/project/bosco-verticale/

Bosco verticale -Stefano Boeri
Bosco Verticale – Stefano Boeri Architetti – Fonte: Pinterest

W350

A Tokyo, nel 2041 sarà inaugurato il W350 il grattacielo in legno più alto del mondo, ben 350 metri. Proposto dallo studio Nikken Sekkei e realizzato da un’azienda giapponese di prodotti in legno, la Sumimoto Forestry che festeggerà i suoi 350 anni di attività proprio nel 2041. Il W350, nella sua grandiosa modernità, volge lo sguardo alla tradizione e alla cultura giapponese dei templi shintoisti.

W350 - Nikken Sekkei
W350 – Rendering – Studio Nikken Sekkei – Sumimoto Forestry – Giappone 2041 – Fonte: Google

Sarà realizzato quasi interamente in legno, come i templi che però, erano costruiti interamente ad incastro! Ferro e acciaio costituiranno solo il 10% dell’intera costruzione.

Il grattacielo, sarà collocato all’interno di un intero quartiere di edifici costruiti in legno, vetro e acciaio.

 I suoi 350 metri di altezza, saranno suddivisi su 70 piani, per una superficie calpestabile complessiva di 445 mila metri quadrati. Ospiterà abitazioni private, negozi ed un uffici, un hotel e perfino terrazze, cascate e giardini pensili che, filtrando la luce del sole, permetteranno un’enorme assorbimento di anidride carbonica.

La struttura, ovviamente, tiene conto della normativa antisismica vigente in Giappone.

W350- Giappone 2041- Nikken Sekkei
W350 – Giappone 2041 – Studio Nikken Sekkei – Fonte: Google

I costi per la realizzazione del W350, saranno notevolmemte alti, è stata stimata una cifra pari a  600 miliardi di yen, equivalenti a circa 4,5 miliardi di euro. Ma l’innovazione della tecnica costruttiva con la quale esso sarà realizzato e, la grande attenzione posta nei riguardi dell’impatto che avrà sull’ambiente, permette di sostenere che in futuro, la fattibilità economica del progetto potrà essere migliorata, riducendone i costi attraverso lo sviluppo tecnologico.

Mjøsa Tower 

Il W350, non è l’unico esempio di grattacielo costruito in legno.

A Brumunddal, a nord di Oslo, accanto al lago Mjøsa, il più grande della Norvegia. È stata inaugurata nel 2019, la Mjøsa Tower di Voll Arkitekter, con i suoi 18 piani distribuiti su 85,4 metri di altezza, supera di 36,4 metri il Treet, l’edificio che sinora era stato il più alto della Norvegia.

Al suo interno ospiterà anch’essa appartamenti, uffici, un hotel, un ristorante ed una caffetteria ma anche una piscina coperta, una sala conferenze ed una terrazza sul tetto. 

Mjosa Tower - Voll Arkitekter
Mjøsa Tower – Voll Arkitekter – Fonte: Pinterest

La Mjøsa Tower, può essere considerata una costruzione a km zero, essa sorge infatti su un’area importante per la lavorazone del legno, in cui viene praticata la selvicoltura, un settore delle scienze forestali che si occupa del miglior sfruttamento economico dei terreni boschivi.

Per la sua realizzazione sono stati impiegati 2.700 metri cubi di legno. La struttura principale è a telaio, con colonne, travi e diagonali in legno lamellare. Tutte le parti sono state montate a terra e successivamente sollevate e posazionate alla quota utile. L’assemblaggio degli elementi è stato eseguito senza impalcature esterne, attraverso delle gru e dei montacarichi.

La Norvegia non viene considerata una nazione a rischio sismico, ma nonostante ciò è stato necessario rendere stabile l’edificio, per farlo resistere al vento. Per tal motivo, i solai dei piani più in basso sono stati realizzati in legno prefabbricato, mentre quelli più in alto in cemento armato.

Mjosa Tower - Voll Arkitekter

Mjøsa Tower – Voll Arkitekter – Rendering – Fonte: Pinterest

 Altri accorgimenti sono stati adottati per ovviare alle basse temperature invernali, posizionando sulla facciata dei pannelli sandwich in legno prefabbricato, in grado di fornire un adeguato isolamento termico. Infine, per poter resistere al fuoco, considerato da sempre il nemico numero uno delle strutture in legno, sono stati adottati dei materiali certificati con una resistenza al fuoco da 90 a 120 minuti.

Terrace House

Terrace House, sul lungo mare di Vancouver, in Canada. È stato progettato dall’architetto Shigeru Ban, vincitore del Premio Pritzker e noto per l’utilizzo di legno e materiali eco-compatibili in molti dei suoi progetti. Alto 71 metri, per 19 piani adibiti ad uso residenziale. La struttura principale  è costituita da un’intelaiatura centrale in legno locale, supportata da una struttura in acciaio e calcestruzzo per migliorarne la resistenza meccanica.

Terrace House - Shigeru Ban
Terrace House – Canada – Vancouver – Shigeru Ban – Fonte: Pinterest

Ha un impianto a gradoni su cui sorgono delle terrazze – fioriere per le quali, Shigeru Ban, si è ispirato ed ha voluto rendere omaggio all’Evergreen Building, realizzato nel 1978 dall’architetto canadese Arthur Erickson.

Terrace House ed Evergreen Building - Vancouver Canada
Terrace House ed Evergreen Building – Vancouver – Canada – Fonte: Pinterest

 L’edificio per uffici in cemento di Erickson, è caratterizzato da una facciata a gradoni con andamento a zig-zag, con fioriere piantumate e finitura in calcestruzzo faccia a vista. I due edifici posti accanto, rappresentano visivamente, l’uno la prosecuzione dell’altro. Contribuendo ad una continuità architettonica che proprio i committenti hanno desiderato di poter sottolineare ulteriormente, affidando l’incarico per la progettazione del verde, all’architetto paesaggista che si occupò della progettazione del verde dell’Evergreen Building, Cornelia Oberlander, oggi plurinovantenne!

Questi sono solo alcuni esempi di un’architettura nuova, ma sostenibile, che adopera quei materiali che sino a poco tempo fa erano ritenuti vecchi, ma che sono quelli di sempre, quelli della tradizione che ritroviamo in natura. A fianco delle nuove tecnologie, questi materiali rappresentano il vero progresso, quello sano, da sempre auspicato ma da sempre utopia. Quel progresso che può permetterci di fare un’architettura rispettosa dell’ambiente, perché un edificio è anche l’ambiente in cui si inserisce.

L’ambiente, completa l’identità di un edificio, come l’edificio caratterizza l’identità dell’ambiente. Dovrebbero compenetrarsi e vivere in simbiosi. Questo, se lo vogliamo, è possibile ancora oggi.

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