Mini Case


Mini Case che passione!

Le Mini Case o Tiny Houses sono diventate famose in Italia negli ultimi tempi come protagoniste di numerosi programmi televisivi made in USA: entusiasti proprietari ci mostrano i loro giocattoli high tech, vere e proprie abitazioni in miniatura con tutti i comfort che spesso decidono di costruire da soli.
Seguendo le tendenze in netta ascesa del recupero dei materiali naturali, della rinuncia al superfluo (minimalismo), dell’autocostruzione,  le Mini Case stanno avendo un seguito molto vasto anche in Europa.
Che siano romantiche micro baite in legno, rifugi essenziali sugli alberi, poetici studi per artisti, ci affascinano evocando uno stile di vita più libero, rilassato ed a contatto con la natura.
“Mirrorcube” – Tham & Videgard Arkitekter (fonte: Treehotel.se)
Sono nuove interpretazioni del tema dell’existenzminimum sviluppatosi dal 900 nel contesto della città ed inteso sia come ricerca dello spazio essenziale ed in questo senso del luogo “perfetto” dove vivere, sia come tema di protesta e spunto per riflessioni su nuovi stili di vita (un edificio simbolico, molto interessante ed ancora in piedi sebbene ad oggi quasi disabitato è il metabolista Nakagin Capsule Tower a Tokyo del 1972 progettato da Kishō Kurokawa, qui trovate un interessante articolo di Domus che ne parla con una bella galleria di immagini ).
Negli ultimi anni la riflessione e le sperimentazioni dei progettisti si riferiscono sempre di più a singole unità in contesti extraurbani, piccoli rifugi dispersi nella natura.
Non mancano dunque progetti ed installazioni di studi famosi come Renzo Piano con le unità Diogene nel campus Vitra di Weil am Rhein, Nendo con Bird Apartment, il Mirrorcube di Tham & Videgård Arkitekter un cubo sospeso rivestito di specchi che si fonde nella natura (ci si può soggiornare, fa parte del Tree Hotel in Svezia), Saunders Architecture con la bellissima serie di “studios” nell’isola di Fogo in Canada, unità 100% off the grid che dialogano drammaticamente con il paesaggio.
SQUISH studio – Saunders Architecture (photo © Bent René Synnevåg)
TOWER studio – Saunders Architecture (fonte: google)

C’è anche chi autocostruisce il proprio studio tra gli alberi in un luogo segreto come Joel Allen (Hem Loft in Canada).

Hem Loft – Joel Allen (photo @ Geoff Steventon )
La tendenza delle Mini Case ha attirato anche grandi marchi come la giapponese Muji, marchio portavoce del minimalismo che quest’ autunno inizierà a vendere in Giappone la Muji Hut, unità prefabbricata rivestita all’esterno con pannelli di cedro bruciato finiti ad olio secondo un antico procedimento giapponese che prende il nome di Shou Sugi Ban. Le pareti interne sono in compensato di cipresso non trattato, la pavimentazione in malta. L’unità misura 9 mq più un portico da 3 mq e non comprende bagno ne cucina. Il brand suggerisce:
«Posizionatela in montagna, vicino all’oceano o in un giardino. La sua struttura si integrerà con l’ambiente circostante, invitandovi a intraprendere una vita completamente nuova».

E qui in Italia? Come muoversi se si ha voglia di vivere in una Mini Casa? Quali permessi ci vogliono?

In Italia secondo il Testo Unico dell’Edilizia DPR 380/2001 se la casa mobile è destinata ad un uso abitativo permanente vi è la necessità di acquisire preventivamente la concessione edilizia, nonostante non risulti ancorata al terreno ma collocata su gomma. Infatti la mera collocazione dell’abitazione su un supporto mobile non implica l’occasionalità della presenza del manufatto sul terreno, quando risultano effettuati allacci dello stesso alla rete elettrica, idrica e del gas (necessari per l’abitabilità). Lo stesso principio è applicato anche quando risultano degli ancoraggi, anche se rimovibili, che assicurano la stabilità della casa mobile, del camper o della roulotte nel terreno.
Esistono comunque dei casi in cui le case mobili non necessitano di concessione edilizia:
– La Mini Casa è su ruote ed è omologata al trasporto in strada
– Soddisfa necessità transitorie
– Può essere tempestivamente rimossa e trasferito altrove
Quindi non necessita di concessione edilizia una Mini Casa costruita su telaio metallico poggiante su ruote gommate, omologata al trasporto in strada, e totalmente off the grid ovvero scollegata alla rete elettrica, idrica e gas.
È necessario sempre e comunque il parere preventivo dell’ufficio tecnico comunale di competenza.
Muji hut – Muji 2017
(fonte : Muji.com)
Le Mini Case ci attraggono in quanto immerse nella natura, scollegate dalla rete dei servizi, avamposti di individualità e portatrici di libertà, del sogno del “mollare tutto” in un mondo che ci limita oltremodo, risparmiando su mutui e bollette.
Per tutti questi motivi il tema delle Tiny Houses o Mini Case ed in generale del vivere “scollegati” o off the grid in un mondo sempre più piccolo ed iperconnesso non è una moda passeggera, ma è destinato a divenire importante terreno di discussione nei prossimi anni.

 

Letture interessanti : rivista Boundaries n. 13 “Tiny Houses. Self- built, off the grid” (ita/eng)

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Mini Case che passione! Quali permessi servono in Italia? Scopri le più belle!
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