RACCONTO DI UN VIAGGIO: CHIAFURA

Il mese di settembre è ormai inoltrato. Le vacanze sono terminate per tutti e noi di Hello Design torniamo con un nuovo articolo, nel quale vi racconteremo di un’esperienza di viaggio.

Quest’estate, ho trascorso qualche giorno a Scicli, un luogo dove torno con immenso piacere, scoprendo sempre qualcosa di nuovo che mi è sfuggito la volta precedente.

Vista panoramica di Scicli, Ragusa – Fonte: Google

Lì c’è la luce della Sicilia che si riflette e rimbalza potentemente ovunque.

Lì sono i posti in cui la fervida mente di Andrea Camilleri e l’amore per la nostra terra del regista Alberto Sironi, hanno dato vita ad uno dei personaggi letterari più famosi dei nostri tempi: il Commissario Montalbano.

Punta secca – Casa del commissario Montalbano – Fonte: Google

Lì troviamo gli splendidi palazzi del Barocco siciliano e i loro lussureggianti interni, tante volte set delle storie narrate da Camilleri nei suoi libri. E’ proprio durante la visita all’ufficio del severo questore Bonetti-Alderighi, sul balcone della stanza che si affaccia su via Mormino Penna che la guida Valerio, ci indica dietro la bellissima chiesa di San Bartolomeo, un agglomerato di grotte rupestri d’importanza pari a quello di Matera, al quale assomiglia nella sua articolazione e che prende il nome di Chiafura.

Scorcio di Chiafura

La mattina seguente mi reco sul posto, proseguendo oltre la chiesa di San Bartolomeo, lungo la parte meridionale del colle di San Matteo, seguo le indicazioni di un cartello ed una signora molto gentile mi dice che la strada è quella giusta: “si và proprio da lì”, ma il sito è chiuso!

Colle San Matteo

Proseguendo lo stesso il mio cammino tra la case, un nuovo cartello mi indica una grotta, è aperta, è una sorta di museo che si può visitare e prende il nome di rutta ri ron Carmelu,

Chiafura – a Rutta i Ron Carmelu

Il cartello, oltre a descrivere la disposizione delle grotte di Chiafura, riporta una citazione che mi colpisce positivamente, in particolar modo nella parte finale:

La più bella città che abbiamo mai visto…Forse la più bella di tutte le città del mondo. La gente è contenta nelle città che sono belle.

da “Le città del mondo” di Elio Vittorini

Ingresso rutta ri ron Carmelu

Don Carmelo, dopo averci introdotti nell’ambiente principale della casa ci spiega inizialmente che il nome di Chiafura, potrebbe derivare dallo storpiamento di una forma dialettale che indica qualcosa “posto al di fuori”, Chiafura, come a dire: ” qua fuori”, un luogo fuori dalla città.

Poi con spigliatezza e passione, ci mostra come è composta la grotta e come si viveva al suo interno, quando ad abitarci era il suo nonno assieme alla sua famiglia.

Interno della grotta museo ri ron Carmelu

Le grotte erano umide, fredde, annerite dal fumo della tannura, specie di cucina fatta da due pietre parallele con due ferri messi trasversalmente.

C’era anche il forno di pietra, costruito dentro la grotta o vicino ad essa. In alcuni casi vi erano delle gallerie che penetravano nella montagna, attraversandola per decine di metri, dove era facile trovare stalattiti o stalagmiti di pietra. Quando la grotta non bastava più per accogliere la famiglia che diventava numerosa, si scavava la parete per ricavare spazi nuovi dove sistemare i figli.

Gaetano Mormina, medico e scultore e chiafurano per scelta
(articolo pubblicato dal Giornale di Scicli il 15 novembre del 1998)

Dopo la visita alla grotta, lascio Chiafura. Spero di tornarvi, non appena il sito sarà completato e riportato alla sua dignità, col desiderio di parlarvene nuovamente in uno degli articoli del blog del nostro sito web.

CHIAFURA E LA SUA STORIA

La conformazione geo-morfologica dell’Italia meridionale ha reso possibile la nascita di numerosi insediamenti trogloditici, rupestri ed ipogei, sin dalla preistoria.

Chiafura, non è l’unico insediamento rupestre che troviamo in Sicilia. Tra i più noti della Sicilia sud-orientale troviamo il borgo di Sperlinga, in provincia di Enna, Pantalica, in provincia di Siracusa e Cava d’Ispica in provincia di Ragusa.

Chiafura è scavata nella roccia ed in passato era dotata di ingressi interni, abitazioni e luoghi di culto, orti e infrastrutture per l’approvvigionamento idrico.

Percorso tra le case
Percorso tra le case

L’abitato si sviluppa per gradoni sui quali si aprono le grotte, costituite da uno o due vani rettangolari, di 4 – 5 metri di lato e dimensioni complessive comprese tra i 30 e i 70 mq. Si affacciano direttamente sulla strada o su un cortile antistante che i documenti medievali chiamano raffo. I raffi che costituivano anche i tetti delle abitazioni sottostanti, erano collegati tra loro dalle strade che salgono lungo il pendio e chiamate lenze.

Durante l’età del bronzo, le grotte furono adibite a necropoli, e furono costruiti i terrazzamenti ad uso agricolo.

La popolazione decise di vivere nelle grotte per diversi motivi e la scelta di un sito non era mai casuale, ma determinata da alcuni fattori come la ventilazione e l’esposizione solare dei pendii, si preferivano le pareti esposte a sud. All’interno delle grotte si creava un microclima che era in grado di annullare le variazioni climatiche esterne, determinando una elevata sensazione di comfort durante la stagione estiva. Meno confortevole era la temperatura durante la stagione invernale.

Le grotte di Chiafura, furono abitate seppur in maniera discontinua all’incirca dal IX-XI d. C. sino alla fine del 1950 da centinaia di persone che vi vivevano in condizioni di disagio in scarse condizioni igieniche e senza energia elettrica.

Nel 1959, su iniziativa del Movimento Culturale Vitaliano Brancati di Scicli, furono invitati a visitare il sito artisti e intellettuali come: C. Levi, R. Guttuso, P.P. Pasolini ed altri che definirono il sito: di un’importanza superiore al sito di Matera. Essi diedero vita ad un dibattito, scrivendo degli articoli pubblicati sulla rivista Vie Nuove.

Grotte di Chiafura – Fonte: Blogcamminarenellastoria.wordpress.com

In seguito a tali avvenimenti, Chiafura ebbe risonanza a livello nazionale. Con l’emanazione della Legge n. 640/1954, la legge Romita per l’eliminazione delle abitazioni malsane, fu abbandonata e la popolazione da questi luoghi fu trasferita nei nuovi insediamenti di edilizia economica e popolare, nel quartiere di Jungi.

Il provvedimento riguardò tutti gli insediamenti rupestri presenti lungo il territorio italiano, che rappresentavano una vergogna per la nazione, alla quale conferivano un’immagine di precarietà, come luoghi di gente emarginata ed esclusa dalla società.

RINASCITA

[…] Con il trascorrere del tempo il nuovo ha preso il sopravvento sul ‘vecchio’, cancellando dalla memoria collettiva l’identità storica di un’intera comunità rurale ‘vissuta tra le pietre’. Soltanto tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70 del sec. XX, si assiste a un primo interessamento da parte degli storici verso le soluzioni insediative rupestri. Contestualmente, le riflessioni sui temi della sostenibilità ambientale, maturate in seguito alla crisi energetica del 1973, aprono la strada ad una nuova chiave di lettura delle forme di architettura vernacolare […] ¹.

[…] In questo ambito si inserisce il progetto finanziato dalla Comunità europea VerSus Lessons from Vernacular Heritage to Sustainable Architecture 2, condotto tra il 2012-2013 da cinque gruppi di ricerca universitari 3.  Partendo dall’osservazione di casi-studio di architetture vernacolari, l’attività di ricerca è stata finalizzata alla realizzazione di un inventario delle conoscenze tecnologiche e ambientali, con l’obiettivo di fornire strategie e linee-guida da tradurre, in chiave innovativa, nella progettazione contemporanea […]. Non si può sottovalutare il contributo di un tipo di ricerca […] finalizzata allo studio delle soluzioni tecnico-costruttive passive della cultura arcaica, oggi più che mai di grande attualità e importanza e in linea con gli obiettivi comunitari di realizzare edifici NZEB (Near Zero Energy Buildings).

Da luogo di vergogna, fino agli ultimi anni del secolo scorso, Chiafura è tornata a destare nuovo interesse e soprattutto, desiderio di ridonare dignità ad un luogo di così tanta importanza storica e architettonica, ulteriore pregio e vanto, non solo per la città di Scicli, ma per la Sicilia intera.

Grotte di Chiafura – Fonte: Viaggicomeback74.blogspot.com/2016/08/scicli.html

Quest’anno il Comune di Scicli ha promosso un Workshop internazionale di Architettura e Urban Design edizione 2019, dal titolo: CHIAFURA 2019, svoltosi dal 3 al 5 maggio con lo scopo di una riqualificazione urbana del quartiere storico di Chiafura.(www.comune.scicli.rg.it).

Anche noi di Hello Design, abbiamo voluto rendere merito a Chiafura, magari qualcuno di voi, dopo aver letto questo articolo, avrà voglia di recarsi a Scicli, alla scoperta di un luogo che mi ha piacevolmente sorpresa, facendomi rendere conto ancora una volta che, senza bisogno di andare altrove e senza volgere lo sguardo poi così lontano, in Sicilia possediamo tutto quello che si può desiderare.

 Impariamo ad amare la nostra terra.

Note:

Abstract  tratto dalla rivista AGATHÓN 02 (2017) 61- 66 dall’articolo di Lorena Musotto, architetto, Dottore di Ricerca in Progettazione Architettonica e Tencologie Innovative per la Sostenibilità Ambientale.

1 Musotto, Lorena (2010), Insediamenti sostenibili della tradizione mediterranea. Il recupero dei saperi e delle conoscenze locali nei processi di pianificazione e progettazione contemporanea, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli Federico II, XXIII ciclo.

2 Correia, M., Dipasquale, L., Mecca S. (eds.) (2014), Versus Heritage for Tomorrow. Vernacular Knowledge for sustainable architecture, Firenze University Press. Avaliable from: https://www.esg.pt/versus/publications. Html. [Acces-sed: 10 september 2017].

3 CRAterre – Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Grenoble (Francia); DIDA Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze (Italia); DICAAR Dipartimento di Ingegneria civile, Ambientale e Architettura, degli Studi di Cagliari (Italia); Universitat Politècnica de València (Spagna); Culture Lab (Belgio).

2 Commenti

  1. Tiziana

    Posto incantevole, la Sicilia è bellissima e c’è tanto da scoprire, grazie a voi di Hello Design, Chiafura, sarà senza dubbio un luogo che vorrò visitare.

    1. Hello Design

      Grazie Tiziana, con questo articolo volevamo proprio suscitare, in chi lo avrebbe letto, la voglia di andare a visitare Chiafura. Tu hai confermato il nostro intento!

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